I 7 lavori perfetti per laureati in Giurisprudenza

La scelta dell’indirizzo di studi universitari, un tempo basata essenzialmente sulle personali ambizioni, non può prescindere, oggi, da una valutazione accurata di quelle che sono le opportunità occupazionali; ecco perché cercheremo di capire quali sono i lavori per i laureati in Giurisprudenza.

Sul valore delle lauree giuridiche, fino a qualche decennio fa considerate tra le più prestigiose, esistono attualmente due differenti correnti di pensiero: da un lato c’è chi, alla luce della saturazione del mercato relativamente alle professioni legali, sostiene che sono diventate ‘inutili’ e obsolete e dall’altro chi invece ne apprezza le potenzialità per ciò che riguarda la possibilità di spendere la specializzazione in ambiti diversi da quelli tradizionali.

Giurisprudenza non necessariamente significa diventare avvocato, notaio o magistrato; si tratta di una facoltà che abbraccia discipline applicabili in numerosi contesti del mercato professionale. 

Corso di laurea: le materie del quinquennio ‘giuridico’

Prima di addentrarci nell’ambito delle professioni è d’obbligo una premessa: il percorso ad indirizzo giuridico è notriamente impegnativo.

Attualmente la durata del corso di laurea in Giurisprudenza è di 5 anni, durante i quali lo studente ha la possibilità di acquisire una solida base di diritto e della cultura giuridica nazionale ed internazionale.

Ecco nel dettaglio le materie approfondite durante il quinquennio

  • Primo anno: diritto privato, istituzioni di diritto pubblico, filosofia del diritto, istituzioni di diritto romano, economia politica
  • Secondo anno: diritto commerciale, diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto privato comparato
  • Terzo anno: diritto tributario, diritto civile, diritto costituzionale comparato, diritto ecclesiastico, politica economica, informatica
  • Quarto anno: diritto processuale civile, diritto dell’Unione Europea, storia del diritto medievale e moderno, diritto penale
  • Quinto anno: diritto processuale penale, diritto del lavoro, diritto internazionale, lingua straniera

Al conseguimento del titolo il laureato avrà acquisito le seguenti capacità e competenze:

  • padronanza degli elementi della cultura giuridica nazionale, internazionale ed europea
  • Capacità di valutare e comprendere gli istituti del diritto positivo, anche in ambito economico
  • Capacità di progettare e redigere atti giuridici

Per l’iscrizione al corso è richiesto il possesso di un diploma di scuola secondaria superiore, o di un titolo analogo conseguito all’estero e riconosciuto idoneo.

Tra i plus del corso Unicusano la modalità didattica a distanza che rende la formazione universitaria pratica, flessibile e innovativa.
Ogni studente, attraverso una piattaforma telematica, può seguire le lezioni online, dal proprio pc, e può accedere al materiale didattico in qualsiasi momento della giornata.

Cosa fare dopo Giurisprudenza: 7 lavori

Il conseguimento di una laurea in Giurisprudenza consente di intraprendere varie strade, che da un lato conducono alle abilitazioni per le professioni legali definite ‘classiche’ e dall’altro portano verso opportunità di lavoro ‘alternative’ ma altrettanto gratificanti.

1 – Avvocato

Partiamo da quelle che sono le tradizionali professioni legali, e più precisamente dall’avvocato.

Si tratta di un professionista che attraverso l’interpretazione delle norme giuridiche fornisce consulenza giudiziale (di fronte ad un giudice) e stragiudiziale (assistenza, redazione di contratti ecc.).

Il conseguimento di una laurea non è sufficiente per poter esercitare la professione, ma è necessario seguire un iter ben definito finalizzato al conseguimento dell’abilitazione.

Dopo il quinquennio universitario è previsto un periodo di tirocinio, della durata di 18 mesi, presso uno studio legale di un avvocato iscritto all’albo da almeno 5 anni.

Successivamente bisogna affrontare un Esame di Stato (3 prove scritte e 1 prova orale).
Superate le 4 prove si procede con l’iscrizione all’albo degli avvocati presso l’Ordine di appartenenza.

2 – Notaio

Tra le professioni legali ‘classiche’ rientra anche quella del notaio, ossia ‘il soggetto al quale è affidata la funzione di garantire la validità dei contratti e, più in generale, dei negozi giuridici, attribuendo pubblica fede agli atti e sottoscrizioni apposte alla sua presenza.’ (def. Wikipedia)

Per svolgere attività notarile il conseguimento della laurea rappresenta soltanto il punto di partenza dell’iter formativo.

Il primo step dopo aver conseguito il titolo è il praticantato, di 18 mesi, all’interno di uno studio notarile.
Lo stage garantisce il requisito per la partecipazione al concorso pubblico bandito con cadenza annuale dal Ministero della Giustizia.

Il superamento delle tre prove scritte e delle tre orali determina una graduatoria, attraverso la quale avviene la distribuzione delle sedi notarili disponibili.

3 – Magistrato

La terza delle tradizionali professioni legali è quella del magistrato, ossia il funzionario pubblico che esercita potere giudiziario attraverso le funzioni di Giudice e di Pubblico Ministero.
Si tratta quindi della figura che si occupa di far rispettare e applicare il diritto vigente dello Stato attraverso il processo.

Il percorso formativo per accedere alla magistratura è complesso e piuttosto impegnativo.

Si parte chiaramente dal conseguimento di una laurea in Giurisprudenza.

Successivamente bisogna superare un concorso, che prevede una prova scritta e una prova orale.
Il bando prevede una selezione che si basa sul possesso di uno dei seguenti requisiti:

  • Abilitazione all’esercizio della professione forense ma senza obbligo di iscrizione all’albo degli avvocati
  • Diploma di Scuola di Specializzazione delle Professioni Legali (SSPL)
  • Dottorato di ricerca
  • Stage, con esito positivo, presso gli uffici giudiziari; oppure tirocinio professionale di 18 mesi presso l’Avvocatura dello Stato

Tra i profili candidabili al concorso rientrano anche i magistrati onorari e i docenti universitari di materie giuridiche

cosa fare dopo Giurisprudenza

4 – Esperto legale in impresa ed enti pubblici

Chi studia Giurisprudenza a Pisa non necessariamente è obbligato a conseguire un’abilitazione per poter lavorare.
Attualmente il mercato del lavoro offre interessanti prospettive occupazionali e di carriera agli esperti legali in imprese (giuristi di impresa) ed enti pubblici.

Si tratta di profili, particolarmente richiesti da medio-grandi aziende ed enti pubblici, che si occupano degli aspetti legali e della tutela degli interessi giuridici delle imprese per le quali operano.

Per diventare giurista d’impresa non è previsto uno specifico percorso formativo.

Dal momento che la professionalità si basa su una preparazione di natura economico-giuridica, la laurea in Giurisprudenza rappresenta il punto di partenza ideale.
Altrettanto valido per la tipologia di professione anche l’indirizzo economico.

Lo step successivo è identificabile in una specializzazione, ovvero in un master post-laurea di primo o di secondo livello.

5 – Settore bancario e assicurativo

I lavori per i laureati in Giurisprudenza si concretizzano anche nei settori finanziario, bancario e assicurativo.

I principali ambiti di impiego riguardano le aree delle risorse umane, le aree commerciali e quelle del marketing.
Per quanto riguarda i ruoli si parte dal semplice impiegato per arrivare, col tempo e con l’esperienza, ad una carriera da dirigente.

6 – Consulente del lavoro

Tra i possibili sbocchi occupazionali a cui può accedere un laureato in Giurisprudenza rientra la libera professione, svolta in qualità di esperto di diritto del lavoro, previdenziale e tributario.

Si tratta in parole più semplice del professionista che viene identificato come ‘consulente del lavoro’, ossia colui che si occupa della gestione delle pratiche relative al personale di un’azienda (adempimenti fiscali, elaborazione di buste paga, redazione della dichiarazione dei redditi, gestione delle questioni di previdenza sociale, ecc.).

L’iter formativo prevede un tirocinio di 18 mesi da svolgere all’interno di un ufficio di consulenza del lavoro o di avvocati, ragionieri e commercialisti.

Successivamente bisogna superare un esame per essere abilitati alla professione e per poter effettuare l’iscrizione all’Albo.

7 – Concorsi pubblici vari

Concludiamo il post dedicato ai lavori per laureati in Giurisprudenza con un’opportunità che consente di accedere a varie tipologie di opportunità lavorative: l’ammissione ai concorsi pubblici.

Senza entrare troppo nello specifico dei ruoli e delle fuzioni, la laurea In Giurisprudenza garantisce la preparazione e il requisito per per poter accedere ai concorsi nella Pubblica Amministrazione.

Tra le possibilità l’Agenzia delle Entrate, l’Inps, la Prefettura, la Banca d’Italia e le Forze dell’ordine.

 


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