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Problemi di distrazione? Ecco come essere più autodisciplinati

Commenti disabilitati su Problemi di distrazione? Ecco come essere più autodisciplinati Studiare a Pisa

Tra le problematiche più diffuse della società attuale emerge la difficoltà di concentrazione, una tematica che approfondiremo nel corso di questo articolo con l’obiettivo di rispondere ad un quesito piuttosto comune: come essere più autodisciplinati?

Iperconnettività, tecnologie all’avanguardia, ritmi frenetici, stress e una routine quotidiana caratterizzata dalla tendenza al multitasking, fondamentale per fronteggiare esigenze e impegni, sono le cause principali dei problemi di distrazione.
Si tratta nello specifico di una difficoltà che a seconda delle situazioni può minare le performance scolastiche, sportive e lavorative; e in generale tutte le attività che riguardano la quotidianità domestica, familiare e/o strettamente privata.

Problemi di concentrazione: cause e rimedi

A tutti capita, con più o meno frequenza, di non riuscire a concentrarsi su un’attività, o di non riuscire a mantenere il focus per più di qualche minuto.
Si tratta di una difficoltà che causa un ingente spreco di energie e di tempo, due risorse di cui la società attuale sembra essere costantemente carente.

L’autodisciplina diventa il presupposto imprescindibile per risolvere la problematica.

Di seguito l’università telematica Niccolò Cusano di Pisa ha raccolto alcuni suggerimenti utili per essere produttivi e per migliorare la capacità di concentrazione.

Eliminare le fonti di distrazione

Autodisciplinarsi significa seguire delle regole ben precise per raggiungere degli obiettivi.
L’autodisciplina determina una serie di benefici che riguardano la qualità della vita in generale, a livello lavorativo, scolastico, personale e familiare.

Concentrarsi, oggi, è diventato piuttosto difficile.
Siamo dipendenti dalle tecnologie e dai dispositivi digitali, che per quanto semplifichino e velocizzino numerose attività e operazioni rappresentano la causa principale di distrazione.
Sommersa da notifiche, email e messaggi la società ha sviluppato una sorta di compulsività che si palesa nel costante bisogno di controllare la propria ‘connessione’ con il resto del mondo.

Per eliminare le fonti ‘fisiche’di distrazione bisogna innanzitutto eliminare smartphone e dispositivi mobile.
In altre parole dobbiamo essere in grado di autodisciplinare e limitare l’utilizzo di tali strumenti, che creano una forte dipendenza e che ostacolano in maniera importante la concentrazione.

Trattandosi di una vera e propria abitudine, ormai radicata nella quotidianità di ognuno di noi, è necessario sradicarla con impegno e determinazione dalla propria routine.
Per farlo bisogna ‘cambiare abitudini

Una buona strategia potrebbe essere quella di invertire la rotta della perenne connessione, attivando il wi-fi o la connessione mobile soltanto quando si avverte una reale esigenza di utilizzare il dispositivo.
In tal modo si evitano tutte le distrazioni sonore e visive provenienti dalle varie applicazioni

Alternare lavoro e riposo

Secondo alcuni studi scientifici alternare momenti di ‘assoluta’ concentrazione a momenti di ‘assoluto’ riposo è il modo migliore per essere produttivi nell’attività che si sta svolgendo.

Attenzion, il termine ‘assoluto’ utilizzato identifica il focus del problema.

Nell’era delle distrazioni, per quanto ci si possa impegnare, difficilmente si riesce a raggiungere una vera e propria condizione di concentrazione, o al contrario di totale riposo.

Ecco perché è fondamentale sviluppare la capacità di ‘lavorare’ in maniera intensa per brevi intervalli di tempo, per poi staccare completamente la spina e ricaricare le energie in vista di una nuova sessione di lavoro.

Una tecnica che risulta particolarmente utile in tal senso è la ‘tecnica del pomodoro’, particolarmente consigliata nello studio.
Si tratta di un metodo che consente di gestire il tempo in maniera ottimizzata e produttiva, attraverso intervalli di lavoro di 25 minuti alternati a pause da 5 minuti.
Ogni 4 timer è prevista una pausa più lunga di 15/30 minuti.

Suddividere il lavoro in blocchi

I ritmi serrati caratterizzano ogni ambito di vita dell’individuo che vive l’attuale contesto sociale.
In ambito professionale, scolastico e familiare siamo sommersi ogni giorno da un’enorme mole di lavoro da svolgere e di impegni da assolvere.

Prendiamo come esempio lo studente unversitario, la cui quotidianità è scandita da ritmi di studio piuttosto impegnativi.
A prescindere dalla facoltà, i corsi di laurea sono caratterizzati da un susseguirsi di esami da superare, che per lo studente diventano migliaia di pagine da leggere, studiare e assimilare.

È piuttosto comune la tendenza a demoralizzarsi di fronte ad un tomo di centinaia di pagine, da smaltire in poche settimane, soprattutto per chi non riesce ad impostare e seguire una pianificazione efficace e produttiva.

Il suggerimento, per ovviare a tale problematica e agevolare la concentrazione, è suddividere il lavoro in blocchi.
Si tratta di una strategia che a livello psicologico favorisce la concentrazione, in quanto fornisce la percezione di obiettivi più facilmente raggiungibili; piccoli traguardi intermedi che insieme conducono al raggiungimento dell’obiettivo finale, che nel caso specifico è identificabile nello studio dell’ultimo capitolo del libro.

Attenzione però, per rendere davvero efficace la suddivisione in blocchi bisogna evitare la procrastinazione, ovvero un altro nemico da combattere per migliorare l’autodisciplina e per evitare di accumulare lavoro.

Ora che sai come essere più autodisciplinati non ti resta che testare i nostri suggerimenti e verificarne i benefici sul livello di concentrazione.

Credits immagine: DepositPhoto.com/Hasloo

 

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